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Grotta della Zinzulusa

La costa tra Otranto e Santa Maria di Leuca nei pressi di Torre Minervino, è uno dei tratti costieri più belli ed intatti di tutta la regione. Si tratta di 70 km di costa rocciosa, formata da falesie di notevole altezza a strapiombo su un mare azzurro e limpido.

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Lungo queste selvagge pareti di calcare si aprono grotte marine scavate dal mare e dal vento (grotta della Zinzulusa, Gattarula, Palombare, Matrona, Romanelli, Cervo, etc.).

La più nota, anche perchè attrezzata turisticamente, è la grotta della Zinzulusa, che si apre alla base delle alte falesie di Castro, al livello del mare.

Ricordo ancora la prima volta che vidi la grotta della Zinzulusa, facevamo da “guida turistica” a degli amici tedeschi che erano venuti a trovarci a Melendugno dove eravamo tornati dopo che mio padre aveva lavorato per circa 20 anni in Germania. Percorso lo stretto sentiero ricavato nella scogliera ci si trova davanti ad uno spettacolare ingresso da cui pendono migliaia di zinzuli (in dialetto straccetti di cotone) di calcare. La cosa che però mi emozionò più della visita alla grotta (sicuramente le grotte di Castellana sono più grandi e ricche) fu un fantastico bagno nelle acque antistanti la grotta, di un azzurro spettacolare, limpide e profonde.

La suggestione delle concrezioni che pendono dal soffitto è comunque notevole, con “…tanti globetti, tanti cilindri, tanti tubi, e tante altre cose di diversa figura e grossezza, li quali in più sporgendo formano un dilittevole e piacevole ordine e simmetria” , così descriveva la grotta del Zinzulusa monsignor Del Duca, che nel 1793 offre a Ferdinando IV una dettagliata descrizione della cavità carsica che aveva scoperto ed esplorato.

Potete ammirare la grotta della Zinzulusa in questo video molto carino:

La grotta della Zinzulusa è formata essenzialmente da tre parti:

  • l’ingresso con una grande varietà e quantità di stalattiti e stalagmiti. Attraverso un lungo corridoio denominato delle Meraviglie si trova un piccolo lago, di acqua dolce mista a infiltrazioni marine, chiamato Trabocchetto.
  • una grande cavità denominata cripta o Il Duomo, con pareti alte fino a 25 metri. La grotta era abitata da un gran numero di pipistrelli, che l’avevano ricoperta con il loro guano per 5, 7 metri. Il guano, solido e su cui era possibile camminare, fu estratto negli anni 1940 da operai che crearono anche i camminamenti interni, oggi usati per le visite turistiche. Rimangono nella grotta poche decine di pipistrelli, che la abbandonano la notte.
  • la parte terminale della grotta viene chiamata fondo e si trova a circa 160 metri oltre l’ingresso e ospita il piccolo bacino chiuso del Cocito con acque caratterizzate da una stratificazione: nella parte bassa sono calde e salmastre mentre in superficie sono dolci e fredde.
    La grotta presenta ulteriori bacini interamente sommersi, esplorati fino a 250 metri dall’ingresso.

La grotta della Zinzulusa presenta numerosi resti fossili di uccelli, felini, cervi, elefanti, orsi, ippopotami, rinoceronti che testimoniano la straordinaria ricchezza e varietà di specie che era presente nell’antico Salento caratterizzato da un clima profondamente diverso da quello odierno.

Molto interessante è includere la visita della grotta della Zinzulusa in una escursione in barca a Castro e dintorni, magari visitando le altre belle grotte presenti nelle vicinanze come la Romanelli, Azzurra, Palombara, Sulfurea, Striare.

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